#sessantacinque

Ho ritrovato questa foto. Ha segnato un momento dove avevo speranza per qualcosa di nuovo.

La ritrovo oggi. Prima di abbandonare il tempo sospeso e accogliere il mio nuovo inizio.

La prendo come un segno, per far mio tutto il buono che arriverà. Perché ogni giorno porterà qualcosa di buono. Mi riprometto di non smettere mai di riconoscerlo.

#sessantaquattro

Si avvicina il giorno del mio rientro. Sono tesa e timorosa di non riuscire a riconoscere il mio quartiere, la mia città.

Penso a mio nipote, che lascio a malincuore. Mi mancheranno i suoi baci leggeri e gli abbracci lunghi e silenziosi.

Mi mancheranno molte cose. Altre le ritroverò. Poi ci saranno quelle nuove. Da riconoscere e fare mie. Ci penso e mi chiedo se sono realmente pronta.

Non so rispondermi, ma devo mettermi alla prova. Di nuovo. Finalmente.

#sessantatre

È di nuovo lunedì. L’11 maggio in un tempo che mi sembra immobile. Faccio fatica a riprendermi dalla notte. Il caffè è davvero un toccasana. In tazza grande, lo sorseggio così, lentamente.

Arrivano le prime email e stamane sono indietro con il mio programma. Già indietro.

Presto dovrò correre di nuovo e perdere un po’ di questa lentezza benefica che ho imparato ad apprezzare e a fare mia. Intanto continuo a godermela lentamente.

#sessantadue

Zucca, Zucchina, Zucchetto, Cucuzza, zucca vuota. Questo sento, il rimbombo a vuoto.

Puoi provare a spiegarti in tutti i modi e maniere. Niente. Solo la tua eco.

Se poi comincia un bla bla infinito, posso abbandonare le forze e lasciarmi cadere. Mai tentare di resistere e fare muro. Ne uscirei distrutta. A dirla tutta, in questo momento non mi interessa neanche provare a lottare. Non ne vale la pena.

Crescere si. Ne vale sempre la pena. Rompere il velo della terra e uscire. Come queste zucche che si faranno forti e lotteranno per dare buoni frutti. Saranno piene. Piene di attenzione e di amore. È così che si diventa solidi.

#sessantuno

Spesso le cose buone non sono sotto la vista di tutti. Forse anche se lo sono, non vengono neanche percepite.

Forse si mascherano da difficoltà per far sì che ci sia possibile comprenderle e apprezzarne l’enorme beneficio.

È come il percorso nebuloso in un bosco, abbiamo bisogno di scorgere un po’ di luce per proseguire il cammino. È solo un po’ di luce, ma ci rassicura nell’impervio cammino.

#sessanta

Mi capita di pensarti ogni giorno. Ancora non ho elaborato il tuo rifiuto. Gusto ancora quella sensazione di buono che provavo standoti vicina. Mi pareva di poter partire e conquistare il mondo. Che sciocca.

Trabocco dagli occhi. Un flusso lento che scivola e segna. È quasi una lotta e fatico a non crollare. Poi nel silenzio respiro profondamente per riprendere le forze. Resta solo quel sapore strano della buccia degli agrumi sulla lingua.

#cinquantanove

Ci sono incontri che non devono essere. Lo capisci dall’inizio che qualcosa non va. La vena si tappa e ciao.

Io non chiedo infatti grandi cose. Chiedo un minimo di sensibilità e rispetto. Chiedo di non essere un vomitatoio. Molte opinioni sono non richieste e oltretutto inopportune.

Stasera mi ero ritagliata del tempo per coccolarmi. Bagno caldo, musica, la mia fumatina preferita. Poi un messaggio. Per istinto non avrei dovuto rispondere. Per “educazione” l’ho fatto. Beh. Voglio essere definitivamente “maleducata”.

Altra lezione imparata