Punto e a capo

Appena rientro le lacrime irrompono invisibili; colano dense in gola. Quasi mi soffocano.

Pranzo quasi in silenzio e non riesco ancora a credere di aver vissuto queste stanze per più di due mesi. È tutto molto freddo adesso.

È nella stanza magenta, la mia stanza che il pianto mi riempie. Mi vedo come acqua in un vaso il cui livello inizia a crescere e debordare.

Poi il vento, mio amato, entra e mi avvolge, tenero e rassicurante. Soffia vita in me, mi sveglia. Con la fine della pioggia sono finite anche le mie lacrime.

Ora posso davvero dire, punto e a capo.

#sessantacinque

Ho ritrovato questa foto. Ha segnato un momento dove avevo speranza per qualcosa di nuovo.

La ritrovo oggi. Prima di abbandonare il tempo sospeso e accogliere il mio nuovo inizio.

La prendo come un segno, per far mio tutto il buono che arriverà. Perché ogni giorno porterà qualcosa di buono. Mi riprometto di non smettere mai di riconoscerlo.

#sessantaquattro

Si avvicina il giorno del mio rientro. Sono tesa e timorosa di non riuscire a riconoscere il mio quartiere, la mia città.

Penso a mio nipote, che lascio a malincuore. Mi mancheranno i suoi baci leggeri e gli abbracci lunghi e silenziosi.

Mi mancheranno molte cose. Altre le ritroverò. Poi ci saranno quelle nuove. Da riconoscere e fare mie. Ci penso e mi chiedo se sono realmente pronta.

Non so rispondermi, ma devo mettermi alla prova. Di nuovo. Finalmente.

#sessantatre

È di nuovo lunedì. L’11 maggio in un tempo che mi sembra immobile. Faccio fatica a riprendermi dalla notte. Il caffè è davvero un toccasana. In tazza grande, lo sorseggio così, lentamente.

Arrivano le prime email e stamane sono indietro con il mio programma. Già indietro.

Presto dovrò correre di nuovo e perdere un po’ di questa lentezza benefica che ho imparato ad apprezzare e a fare mia. Intanto continuo a godermela lentamente.

#sessantadue

Zucca, Zucchina, Zucchetto, Cucuzza, zucca vuota. Questo sento, il rimbombo a vuoto.

Puoi provare a spiegarti in tutti i modi e maniere. Niente. Solo la tua eco.

Se poi comincia un bla bla infinito, posso abbandonare le forze e lasciarmi cadere. Mai tentare di resistere e fare muro. Ne uscirei distrutta. A dirla tutta, in questo momento non mi interessa neanche provare a lottare. Non ne vale la pena.

Crescere si. Ne vale sempre la pena. Rompere il velo della terra e uscire. Come queste zucche che si faranno forti e lotteranno per dare buoni frutti. Saranno piene. Piene di attenzione e di amore. È così che si diventa solidi.

#sessantuno

Spesso le cose buone non sono sotto la vista di tutti. Forse anche se lo sono, non vengono neanche percepite.

Forse si mascherano da difficoltà per far sì che ci sia possibile comprenderle e apprezzarne l’enorme beneficio.

È come il percorso nebuloso in un bosco, abbiamo bisogno di scorgere un po’ di luce per proseguire il cammino. È solo un po’ di luce, ma ci rassicura nell’impervio cammino.